domenica 20 maggio 2007

La Concia

La Concia

La concia è l'insieme delle operazioni (consistenti in trattamenti chimici e meccanici) atte a rendere le pelli di alcuni animali, imputrescibili e impermeabili, accrescendone contemporaneamente tenacità e resistenza. Nel caso della concia delle pelli da pellicceria, oltre a rendere la pelle imputrescibile e impermeabile è fondamentale assicurare anche la conservazione dei peli e quindi i vari procedimenti hanno aspetto ed esigenze particolari. Numerosi sono gli animali la cui pelle è usata in pellicceria; eccone alcuni: Agnello, antilope, camoscio, cane, capra, castoro, cincillà, coniglio, donnola, ermellino, faina, foca, furetto, gatto, gattopardo, gazzella, ghiro, ghiottone, giaguaro, leone, leopardo, lepre, lince, lupo, marmotta, opossum, orso, pantera, procione, puzzola, sciacallo, scimmia, scoiattolo, talpa, tasso, tigre, topo muschiato, volpe, zebra, zibellino, ecc. ecc.

Conservazione e preparazione

Gli animali da pelliccia vengono, di solito, abbattuti in inverno, perchè in questa stagione il pelo risulta essere più folto e regolare. La scuoiatura deve essere eseguita con grande cura per non rovinare il valore delle pelli; ripulite il più possibile le pelli dal sangue e dal grasso, se ne assicura la conservazione con l'essicamento,o il congelamento.Quando successivamente si deciderà di iniziare le lavorazioni di concia, si procederà con il primo trattamento, cioè il "rinverdimento".

Rinverdimento

Il rinverdimento della pelle essiccata o congelata, ha lo scopo di restituire alle pelli l'acqua perduta con l'essiccazione e permettere una loro completa pulitura, inoltre serve a gonfiare la pelle e prepararla ai successivi trattamenti. Per eseguire un buon trattamento di rinverdimento si procede in questo modo. Si mettono le pelli in una soluzione contenente:
  • Acqua 500% del peso della pelle
  • 25 grammi/litro di cloruro di sodio (comune sale da cucina)
  • 2,5 grammi/litro di acido cloridrico
  • Il PH di questa soluzione deve essere compreso tra 2 e 3*
*Dopo numerose ricerche si è constatato che l'acqua pura è dissociata, sia pure in minima misura,in ioni H+ e ioni OH-. Essa cioè contiene ioni H+ come gli acidi, e ioni OH- come le basi ma non conduce la corrente elettrica in quanto è rigorosamante neutra (contiene tanti ioni H+ che ioni OH-). Le misure che sono state eseguite dimostrano che a temperatura ordinaria in circa 10.000.000 di litri esiste una sola grammimolecola di acqua dissociata, cioè esistono un grammo di ioni idrogeno e 17 grammi di ioni ossidrili, quindi la concentrazione di ioni H+ che è data dal numero di litri in cui essi sono dissociati, è dato dal rapporto1/10.000.000 ovvero, per maggior semplicità 1/10 elevato a 7. Si indica con l'espressione PH, l'esponente a cui bisogna elevare 10 per avere il volume in litri della soluzione in cui è contenuto un grammo di ioni idrogeno. Nel caso dell'acqua il pH è quindi uguale a 7 e poichè, l'acqua è rigorosamente neutra, ne consegue che il pH uguale a 7 coincide con la neutralità. Di conseguenza i valori di pH minori di 7 misurano la condizione di acidità, mentre i valori superiori a 7 misurano i valori di basicità. Poiche l'esperienza dimostra che il prodotto ( H+ ) x ( OH- ), cioè il prodotto delle rispettive concentrazioni degli ioni idrogeni e degli ioni ossidrili è costante e uguale a 10 elevato a 14, risulta che il pH può variare tra il valore 0 e il valore 14. Quindi: pH = 7 = condizione di neutralità.
pH maggiore di 0 e minore di 7 = condizione di acidità. pH maggiore di 7 e minore di 14 = condizione di basicità.

Le pelli in questa soluzione ci dovranno rimanere 48 o 76 ore se le pelli sono state conservate mediante essiccazione, mentre basteranno 24 ore se le pelli sono state conservate congelate o usate fresche. Le pelli così rinverdite sono pronte per la pulitura e la scarnatura.

Scarnatura

Questa lavorazione provvede a togliere ogni traccia di carne (dal lato carne della pelle) e si esegue con la scarnatrice. Può venire effettuata anche a mano, il lavoro risulterà più faticoso e impreciso. Nel caso della scarnatura della pelle di coniglio, questo strato di carne è ben visibile ad è abbastanza facile anche la sua asportazione a mano, raccomando di non usare coltelli o lame. Durante questa operazione bisogna stare molto attenti a non strappare la pelle, che durante questa fase è molto delicata.

Concia all'allume di rocca

Questo sistema di concia molto antico, ha ancora oggi molta importanza specialmente nella concia delle pelli da pellicceria o comunque in tutti quei casi in cui abbiano importanza requisiti di morbidezza ed elasticità. questo sistema è praticamente un sistema di pseudo-concia. Con questo termine, si indicano tutti quei sistemi dopo i quali, sottoponendo il cuoio ottenuto, all'azione dell'acqua si ritorna ad ottenere la pelle in trippa. Questo spiega, fra l'altro, perchè la concia all'allume sia stata sostituita in molti casi dalla concia al cromo.
Nella concia all'allume si adoperano sali di alluminio (solfato di alluminio) e allume di rocca (solfato doppio di alluminio e potassio). Dato che questi due sali in soluzione, liberano per fenomeno di idrolisi, acido solforico, ad evitare un eccessivo rigonfiamento della pelle, per effetto dell'acidità della soluzione, si aggiunge cloruro di sodio. L'aggiunta di questo sale fa sì che la pelle non gonfi e assorba sia l'acido solforico che l'acido cloridrico (che si forma quando si aggiunge il cloruro di sodio) e sopratutto l'ossido di alluminio che esplica la sua funzione conciante.
Le pelli precedentemente rinverdite scarnate e sgocciolate vengono messe in una soluzione contenente:
  • Acqua fredda 500% del peso della pelle scarnata
  • 50 grammi/litro di cloruro di sodio (sale da cucina)
  • 2 grammi/litro di acido cloridrico o acido formico
  • 25 grammi /litro di allume di rocca
  • 20 grammi/litro di grasso solubile, per evitare l'incollamento delle fibre della pelle nella fase di essiccazione

In questo bagno le pelli dovranno rimanerci per 24/48 ore tenendole mescolate di tanto in tanto. A questo punto le pelli sono conciate e dovranno venire stese ad essiccare compleramente su dei paletti di legno o dei fili per biancheria. Da questo momento occorre fare trascorrere almeno un mese prima di sottoporre le pelli alle operazioni di rifinitura.

Rifinitura delle pelli

Dopo l'essiccazione le pelli presentano una certa grinzosità e rigidità a causa dell'incollamento delle fibre. Tale inconveniente si elimina con la palissonatura preceduta da in certo inumidimento della pelle. A tale scopo le pelli vengono fatte ruotare per 2 o 3 ore in bottale contenente segatura non resinosa inumidita con acqua, nella quale sarà stata aggiunta anche una leggera quantità di trielina, la quale servirà a pulire e lucidare il pelo della pelle. Segue a questo punto la palissonatura eseguita con apposite macchine o, per le pelli più delicate eseguita a mano. Dopo la palissonatura, le pelli devono essere riasciugate in bottale contenente segatura asciutta e un pò di trielina. L'asciugamento è accelerato dal calore meccanico che si produce per lo sfregamento delle pelli fra loro e con la segatura. Al termine dell'operazione bisogna liberare le pelli e i peli dalla segatura. Ciò si ottiene facendo girare le pelli in tamburi a rete metallica, provocando la caduta a terra della segatura, Per rendere perfettamente pulite e morbidissime le pelli così rifinite si usa ripassarle leggermente al palissone.

Fonte: digilander.libero.it/barley/index.htm

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